À Clary.
Tu non sai, Clary, quando, felice, rapita,
Mi tendi la spalla e la fronte a turno,
Che nella doppia coppa ove attingo la vita
C’è un altro sapore che quello dell’amore…
O mia cara Clary, tu non sai senza dubbio
Che dietro di noi c’è un funebre Coppiere
La cui mano deve versare dapprima, goccia a goccia,
In ogni amore un freddo veleno.
Appena ci amiamo, questo Coppiere terribile
Appare, ? e cresce, come uno spettro fatale ;
Non ci lascia più… presente, benché invisibile,
Dell’amore condiviso misterioso vassallo.
Ovunque andiamo, come un sinistro Paggio,
Si attacca ai nostri passi, si tiene ai nostri fianchi,
E l’orribile veleno che dapprima risparmia
Presto lo versa a torrenti !
Lo versa e si beve… Negli occhi che si adorano
Dal veleno sparso nascono, ahimè ! lacrime ;
Scorrono ; le si beve ; ? ma lui, lui, versa ancora,
E il veleno crudele è filtrato nei nostri cuori !
Versa ; ? e il bacio si gela sulle labbra pure ;
Versa ; ? e tutto perisce dei più freschi amori !
Ma, come indifferente a tante sfioriture,
L’Avvelenatore versa sempre !…
Non l’hai mai visto, questo pallido e nero Genio
Che nasce con l’amore per farlo morire ?
Non hai mai sentito scivolare nella tua vita
Il veleno che, più tardi, deve così bene sfiorirla ?
Non hai mai sentito, sulle tue labbra avide,
Del Coppiere di morte il filtro orribile passare ?…
Poiché il giorno non è lontano forse in cui, le mani vuote,
Egli non avrà più nulla da versare !
E quando quel giorno viene tutto è finito per l’anima ;
Tutti i rimpianti sono vani, tutte le lacrime superflue !
L’amante non è più che un uomo, e l’amante una donna,
E quelli che si amavano tanto, ahimè ! non si amano più !
Una chiarezza scaturisce, una chiarezza crudele,
Che mostra i detriti del cuore spezzato, vinto ;
« Non sei più tu ! » dice egli. ? « Non sei più tu ! » dice ella
La maschera cade, e ci si è visti.
O mia povera Clary, mia fedele amante,
Ci vedremo un giorno così (destino geloso ! ),
Senza questa maschera divina che ci mette la giovinezza,
Maschera d’illusioni, cento volte più bella di noi ?
Vedremo, mia Clary, ? gran Dio ! bisogna crederlo ? ?
Il nero Avvelenatore tra noi qualche giorno,
Tutto pronto a versarci, a noi tutti pronti a bere,
La spaventosa noia dell’amore ?
Ahimè ! è già fatto… ho bevuto del freddo breuvage
Che il Coppiere di morte versa, ? e che bisogna esaurire ;
E ho sentito, Clary, ogni giorno di più,
Che l’esaurirei senza poter morirne !
Se ti è dolce amarmi, preserva la tua tenerezza,
Non bere che molto tardi, molto tempo dopo di me !
E sogna ancora l’amore del cuore che ti abbandona…
Del triste cuore che fu tuo !
Febbraio 1843.
Jules Barbey d’Aurevilly
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-il-coppiere-jules-barbey-d-aurevilly/
