Neri nella neve e nella nebbia,
Alla grande bocca di lupo che s’illumina,
I loro culi in cerchio,
In ginocchio, cinque piccoli, – miseria! –
Guardano il Fornaio fare
Il pesante pane biondo.
Vedono il forte braccio bianco che gira
La pasta grigia e che l’inforna
In un buco chiaro.
Ascoltano il buon pane cuocere.
Il Fornaio dal grasso sorriso
Borbotta un vecchio motivo.
Sono accovacciati, nessuno si muove,
Al soffio della bocca di lupo rossa
Calda come un seno.
Quando per qualche mezzanotte,
Modellato come una brioche
Si tira fuori il pane,
Quando, sotto le travi affumicate,
Cantano le croste profumate
E i grilli,
Che quel buco caldo soffia la vita,
Hanno l’anima così rapita
Sotto i loro stracci,
Si sentono così bene vivere,
I poveri Gesù pieni di brina,
Che sono lì tutti,
Incollando i loro piccoli musi rosa
Alla grata, borbottando cose
Tra i buchi,
Tutti scemi, facendo le loro preghiere
E ripiegati verso quelle luci
Del cielo riaperto,
Così forte che si strappano i calzoni
E che la loro camicia tremola
Al vento d’inverno.
Arthur Rimbaud
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-gli-straccioni-arthur-rimbaud/
