Spinta la porta stretta che vacilla,
mi sono passeggiato nel piccolo giardino
che il sole del mattino dolcemente illuminava,
screziando ogni fiore d’una umida scintilla.
Nulla è cambiato. Ho tutto rivisto: l’umile pergola
di vite selvatica con le sedie di giunco…
La fontana fa sempre il suo mormorio argentino
e il vecchio pioppo il suo lamento sempiterno.
Le rose come prima palpitano; come prima,
i grandi gigli orgogliosi si dondolano al vento,
ogni allodola che va e viene m’è nota.
Persino ho ritrovato in piedi la Velleda,
il cui gesso si squama in fondo al viale,
– Gracile, tra l’odore stantio del reseda.
Paul Verlaine
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-dopo-tre-anni-paul-verlaine/
