Benché già, questa sera

Poesi di Emile Verhaeren Epoca XIX secolo

Benché già, questa sera
L’autunno
Lasci ai sentieri e ai margini,
Come mani dorate,
Lente, le foglie cadere,
Benché già l’autunno,
Questa sera, con le sue braccia di vento,
Mietа,
Sui rosai fervidi
I petali e il loro pallore,
Non lasciamo che nulla delle nostre due anime
Cada d’improvviso con questi fiori.

Ma noi due, intorno alle fiamme
Del focolare d’oro del ricordo,
Ma noi due, stringiamoci,
Le mani al fuoco e le ginocchia.

Contro i lutti nascosti nell’avvenire,
Contro il tempo che fissa ad ogni ardore la sua fine,
Contro il nostro terrore, contro noi stessi infine,
Stringiamoci, presso il focolare,
Che la memoria in noi fa fiammeggiare.

E se l’autunno grava
Con grandi lembi d’ombra e di tempeste incombenti,
I boschi, i prati e gli stagni,
Che il suo dolore almeno non alteri
L’interior giardino acquietato,
Dove si uniscono, nella luce,
I passi uguali dei nostri pensieri.

Emile Verhaeren

Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.

Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-benche-gia-questa-sera-emile-verhaeren/