Ulric, nessun occhio dei mari ha misurato l’abisso,
Né gli aironi tuffatori, né i vecchi marinai.
Il sole viene a spezzare i suoi raggi sulla loro cima,
Come un soldato vinto spezza i suoi giavellotti.
Così, nessun occhio, Ulric, ha penetrato le onde
Dei tuoi dolori senza limite, angelo del cielo caduto.
Tu porti nella tua testa e nel tuo cuore due mondi,
Quando la sera, vicino a me, te ne vai triste e curvo.
Ma lascia che almeno io guardi nella tua anima,
Come un bambino timoroso si china sulle acque;
Tu così pieno, fronte impallidita sotto baci di donna,
Io così giovane, invidiando la tua ferita e i tuoi mali.
Alfred De Musset
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-a-ulric-g-alfred-de-musset/
