Sonetto.
Quasi ve ne pentivate inviandomeli,
Questi versi, belli come un sogno e puri come l’aurora.
Quel povero ragazzo, dicevate ridendo,
Si crederà in obbligo di rispondermi ancora.
Buongiorno, amico sonetto, così dolce, così benevolo,
Poesia, amicizia che il volgo ignora,
Gentile mazzo di fiori, di lacrime tutto brillante,
Che in un nobile cuore un sospiro fa sbocciare.
Sì, abbiamo insieme, all’incirca, cominciato
A sognare quel gran sogno in cui il mondo è cullato.
Ho perso cause carissime, e faccio appello.
Ma ascoltandovi ogni rimpianto è cessato.
Muora il mio triste cuore, quando il mio povero cervello
Non saprà più sentire il fascino del passato.
Alfred De Musset
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-a-madame-m-n-ii-alfred-de-musset/
