Lidia, sei sincera? Scusa i miei timori:
Ti fai più bella accrescendo i miei ardori;
E lo stesso momento che ti reca incanti
Corruga la mia fronte e imbianca i miei capelli.
Al mattino dei tuoi anni, cara alla folla,
Tutto è per te gioia, speranza, amore;
E io, vecchio viaggiatore, sul tuo sentiero fiorito
Cammino solo e vedo finire il giorno.
Come un dolce raggio, quando il tuo sguardo umido
Penetra in fondo al mio cuore ravvivato,
Oso appena sfiorare con labbro timido
Della tua bella fronte il velo profumato.
Insieme vergognoso e fiero del tuo capriccio,
Senza credere in te, mi lascio inebriare.
Adoro i tuoi incanti, ma mi rendo giustizia:
Sento l’amore e non posso ispirarlo.
Per quale incantesimo ho potuto sedurti?
Non avrai forse nel mio ultimo sole
Cercato l’astro di fuoco che su me sembrava brillare
Quando di Saffo cantavo il risveglio?
Non ho il talento che si incensa al Parnaso.
Avessi un tempio sulla vetta dell’Elicona,
Il talento non rende ciò che il tempo cancella;
La gloria, ahimè! ringiovanisce solo un nome.
Il Guerriero di Samo, il Pastore d’Afelia,
I miei figli ingrati, mi hanno rapito la tua fede?
La tua ammirazione mi ferisce e mi umilia:
Lo crederesti? sono geloso di me stesso.
Che m’importa di vivere oltre la mia vita?
Che importa un nome pubblicato dalla morte?
Per me stesso un momento amami, mia Lidia,
E che io sia per sempre dimenticato!
Londra, 1797.
Chateaubriand
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-a-lidia-francois-rene-de-chateaubriand/
