O musa del mio cuore, amante dei palazzi,
Avrai tu, quando Gennaio scatenerà i suoi Borealî,
Durante i neri tedii delle sere nevose,
Un tizzone per scaldare i tuoi due piedi violacei?
Rianimerai dunque le tue spalle di marmo
Ai notturni raggi che trapassano le imposte?
Sentendo la tua borsa vuota quanto il tuo palazzo,
Raccoglierai l’oro delle volte azzurre?
Ti occorre, per guadagnarti il pane d’ogni sera,
Come un chierichetto, giocare con il turibolo,
Cantare dei Te Deum ai quali non credi affatto,
O, saltimbanco digiuno, esibire le tue attrattive
E il tuo riso intriso di lacrime che non si vedono,
Per far sbocciare la milza del volgo.
Charles Baudelaire
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poema-la-musa-venale-charles-baudelaire/
