Lo scoiattolo, il cane e la volpe

Favol di Jean-Pierre Claris de Florian Epoca XVIII secolo

Uno scoiattolo gentile era il compagno,
il tenero amico di un bel danese.
Un giorno che viaggiavano come Oreste e Pilade,
la notte li sorprese in un bosco.
In quel luogo niente locanda; ebbero difficoltà
a trovare dove coricarsi bene.
Infine il cane si mise nel cavo di una vecchia quercia,
e lo scoiattolo salì più in alto per fare il nido.
Verso mezzanotte, è l’ora dei delitti,
molto tempo dopo che i nostri amici
dicendosi buonanotte si furono addormentati,
ecco che una vecchia volpe affamata di vittime
arriva ai piedi dell’albero, e, alzando il muso,
vede lo scoiattolo su un ramo.
Se lo mangia con gli occhi, inumidisce con la lingua
le labbra che di sangue ardono di dissetarsi;
ma fino allo scoiattolo non può arrivare:
bisogna dunque con un discorso
indurlo a scendere; e ecco il suo dire:
amico, perdonate, ve ne prego,
se del vostro sonno oso turbare il corso:
ma il pio trasporto di cui l’anima mia è piena
non può contenersi; io sono vostro cugino
germano:
vostra madre era sorella del fu mio degno padre.
Quest’uomo onesto, ahimè! alla sua ultima ora,
mi raccomandò tanto di cercare suo nipote
per dargli metà del poco
che mi ha lasciato di bene! Venite dunque, mio caro fratello,
venite, con un abbraccio,
a colmare il dolce piacere che l’anima mia prova.
Se potessi salire fino ai luoghi dove voi siete,
oh! ci sarei già, siate pur certo.
Gli scoiattoli non sono sciocchi,
e il mio era assai malizioso;
riconosce l’adulatore,
e risponde con tono dolce: muoio dall’impazienza
di abbracciarvi, cugino mio;
scendo: ma, per meglio stringere la conoscenza,
voglio presentarvi il mio più fedele amico,
un parente che si prese cura di nutrire la mia infanzia;
dorme in quel buco: batta un poco; penso
che sarete incantato di conoscerlo anche voi.
Subito mastro volpe batte,
credendo di mangiarne due: ma il fedele cane
si slancia dall’albero, lo afferra,
e ve lo strangola per bene.
Questo prova due cose: prima, che è utile
nella dolce amicizia riporre la propria felicità;
poi, che con l’ingegno è spesso facile
sorprendere un ingannatore al tranello che ci tende.

Florian

Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.

Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/favola-lo-scoiattolo-il-cane-e-la-volpe-jean-pierre-claris-de-florian/