Laridone e Cesare, fratelli la cui origine
Veniva da cani famosi, belli, ben fatti e arditi,
Toccati a due padroni diversi in tempi antichi,
Frequentavano, l’uno le foreste, e l’altro la cucina.
Avevano avuto dapprima ciascuno un altro nome;
Ma il diverso nutrimento
Rafforzando nell’uno questa felice natura,
Nell’altro alterandola, un certo sguattero
Nominò questi Laridone:
Suo fratello, avendo corso molte alte avventure,
Messo molti Cervi alle strette, molti Cinghiali abbattuti,
Fu il primo Cesare che la gente canina abbia avuto.
Si ebbe cura d’impedire che un’indegna femmina
Non facesse degenerare nei suoi figli il suo sangue:
Laridone trascurato testimoniava la sua tenerezza
All’oggetto del primo passante.
Popolò tutto della sua discendenza:
Girarrosti da lui resi comuni in Francia
Vi fanno un corpo a parte, gente che fugge i rischi,
Popolo antipode dei Cesari.
Non si seguono sempre i propri avi né il padre:
La poca cura, il tempo, tutto fa sì che si degeneri:
Per mancanza di coltivare la natura e i suoi doni,
O quanti Cesari diventeranno Laridoni!
Jean de La Fontaine
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/favola-leducazione-jean-de-la-fontaine/
