Per non so qual avventura,
un avaro, un bel giorno, volendo ben trattarsi,
al mercato corse a comprare
delle mele per suo nutrimento.
Nel suo armadio le portò,
le contò, le ordinò, le ricontò,
chiuse i doppi giri della sua doppia serratura,
e ogni giorno le visitava.
Questo infelice, nella sua follia,
le mele buone risparmiava ;
ma quando ne trovava qualcuna marcia,
sospirando la mangiava.
Suo figlio, giovane scolaro, facendo magrissima cena,
scoprì infine le mele di suo padre.
Afferra le chiavi, e va in quel ridotto,
seguito da due amici dall’ottimo appetito.
Or potete giudicare il guasto che vi fecero,
e quante mele perirono.
L’avaro arriva in questo momento,
di dolore, di spavento palpitante.
Le mie mele ! Gridava : bricconi, bisogna renderle,
o vi farò impiccare tutti.
Padre mio, dice il figlio, calmatevi, vi prego ;
siamo persone oneste :
e qual torto vi abbiamo fatto ?
Abbiamo mangiato solo le buone
Florian
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/favola-lavaro-e-suo-figlio-jean-pierre-claris-de-florian/
