La civetta e l’ape

Favol di Jean-Pierre Claris de Florian Epoca XVIII secolo

Chloe, giovane, graziosa, e soprattutto assai civetta,
ogni mattina, alzandosi,
si metteva all’opera, intendo alla sua toeletta;
e lì, sorridendo, civettuola,
diceva alla sua cara confidente
le pene, i piaceri, i progetti dell’anima sua.
Un’ape sventata arriva ronzando.
Aiuto! Aiuto! Grida subito la dama:
venite, Lise, Marton, accorrete presto;
cacciate quel mostro alato. Il mostro insolente
sulle labbra di Chloe si posa.
Chloe sviene, e Marton furiosa
afferra l’ape e si dispone
a schiacciarla. Ahimè! Le dice con dolcezza
l’insetto infelice, perdonate il mio errore;
la bocca di Chloe mi sembrava una rosa,
e ho creduto… questa sola parola a Chloe rende i sensi.
Facciam grazia, dice, al suo sincero confession:
del resto la sua puntura è leggera;
da quando ti parla, appena la sento.
Che non si fa passare con un po’ d’incenso!

Florian

Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.

Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/favola-la-civetta-e-lape-jean-pierre-claris-de-florian/