È dal soggiorno degli Dèi che le Api vengono.
Le prime, si dice, andarono ad alloggiare
Sul monte Imetto, e a rimpinzarsi
Dei tesori che in quel luogo gli zefiri mantengono.
Quando dai palazzi di queste figlie del Cielo
Fu tolta l’ambrosia racchiusa nelle loro celle,
O, per dirla in francese,
dopo che gli alveari senza miele
Non ebbero più che la Cera, si fecero molte candele;
Molte candele anche furono modellate.
Una di esse, vedendo la terra in mattoni indurita al fuoco
Vincere l’opera degli anni, ebbe lo stesso desiderio;
E, novello Empedocle alle fiamme condannato,
Per la sua propria e pura follia,
Si gettò dentro. Fu mal ragionato;
Questa candela non sapeva un grano di Filosofia.
Tutto in tutto è diverso: toglietevi dalla mente
Che alcun essere sia stato composto sul vostro modello.
L’Empedocle di Cera nel braciere si fuse:
Non era più pazzo dell’altro.
Jean de La Fontaine
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/favola-la-candela-jean-de-la-fontaine/
