Minosse, non potendo più bastare
al faticoso mestiere di ascoltare e giudicare
ogni ombra discesa nel tenebroso impero,
immaginò, per abbreviare,
di far fare una bilancia
dove in uno dei piatti metteva alla volta
cinque o sei morti, nell’altro un certo peso
che determinava la sentenza.
Se il peso saliva, allora con più agio
Minosse esaminava l’affare;
se il peso scendeva al contrario,
senza scrupolo faceva punire.
Il metodo era sicuro, spedito e chiaro;
Minosse se ne trovava bene. Un giorno, nello stesso tempo,
sul bordo dello Stige la morte raduna
due re, un grande ministro, un eroe, tre sapienti.
Minosse li fa pesare insieme.
Il peso sale, ne mette due,
e poi tre, è invano; quattro non fanno meglio.
Minosse, un po’ sorpreso, toglie dalla bilancia
quei inutili pesi, cerca un altro mezzo;
e, vicino, vedendo un pover’uomo dabbene
che in un angolo oscuro attendeva in silenzio,
lo mette solo in contrappeso:
le sei ombre allora si alzano a un tratto.
Florian
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/favola-la-bilancia-di-minosse-jean-pierre-claris-de-florian/
