Il gatto e lo specchio

Favol di Jean-Pierre Claris de Florian Epoca XVIII secolo

Filosofi arditi, che passate la vita
a voler spiegare ciò che non si spiega,
degnate ascoltare, vi prego,
questo tratto del più saggio dei gatti.
Su una tavola da toeletta
questo gatto scorse uno specchio ;
vi salta sopra, guarda, e dapprima crede vedere
uno dei suoi fratelli che lo spia.
Il nostro gatto vuole raggiungerlo, si trova fermato.
Sorpreso, giudica allora il vetro trasparente,
e passa dall’altro lato,
non trova nulla, ritorna, e il gatto si presenta.
Riflette un poco : per timore che l’animale,
mentre egli fa il giro, non esca,
sulla sommità dello specchio si mette a cavalcioni,
due zampe di qua, due di là ; in tal modo
da ogni parte potrà afferrarlo.
Allora, credendo bene di tenerlo,
dolcemente verso il vetro inclina la testa,
scorge un orecchio, e poi due… all’istante,
a destra, a sinistra va gettando
l’artiglio che tiene tutto pronto :
ma perde l’equilibrio, cade e non ha preso nulla.
Allora, senza attendere oltre,
senza cercare più a lungo ciò che non può
comprendere,
lascia lo specchio e torna ai topi :
che m’importa, dice, di penetrare questo mistero ?
Una cosa che il nostro spirito,
dopo un lungo lavoro, non intende né afferra,
non ci è mai necessaria.

Florian

Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.

Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/favola-il-gatto-e-lo-specchio-jean-pierre-claris-de-florian/