Villeggiatura

Poesi di Charles Cros Raccolta Il cofanetto di sandaloEpoca XIX secolo

Sono solo io che voglio incantare scrivendo
I sogni beati che mi detta il vento,
I ricordi che ho dei baci della sua bocca,
Dei suoi occhi, cieli torbidi dove il sole tramonta,
Dei brividi che il mio collo serba delle sue braccia bianche,
Dell’abbandono regale che mi offriva i suoi fianchi.
Ora che il vento discreto fa sussurrare le querce

E che il sole inebria, nelle radure vicine,
Viper e lucertole addormentate nel timo,
Sdraiato sul suolo arido, penso al tempo lontano.
Mi dico che vedo ancora il cielo, e che Ella
Anima superba, fiore di bellezza, splendore fragile,
Giunta dopo di me, se n’è andata prima.

E ascolto i canti tristi che dice il vento.

La mosca oziosa e la formica frettolosa
Non vogliono che nei boschi si sogni e si scriva;
Così le vespe, le forbicine, i moscerini…
Vado, lungo i grani, a cogliere convolvoli
Dalla soavità misteriosa, amara,
Come il ricordo d’una gioia effimera.

Anche i campi sono pieni d’insetti affaccendati,
Folla di gente d’ogni aspetto, d’ogni grado.
Nero fabbro, in basso, il grillo lima e stride.
Il calabrone, panciuto come un ricco di provincia,
Prende i piccoli fiori fra le sue corte membra.
Le farfalle se ne vanno ai loro brevi amori
Sotto i loro mantelli di seta e d’oro. La libellula
Sfiora l’erba con un disdegno ridicolo.
È la città.
E penso alla città, agli umani,
Ai fieri amici, ai balli dove stringevo le sue mani;
Benche la stupidità e l’intrigo frettoloso
Non vi soffrano neppure che si sogni e si scriva.

Charles Cros

Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.

Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-villeggiatura-charles-cros/