Risveglio

Poesi di Théodore Agrippa D'Aubigné Epoca XVI secolo

Indietro da me, vani inganni,
sogni vigili e piacevoli,
lasciatemi, che io dorma in pace:
poiché, sebbene siate frivoli,
è da voi che si giunge alle parole,
e dalle parole agli effetti.

Guardate nel giardino i pensieri
di tre viole sfumate,
dal fondo raggia un bel sole:
ecco bene delle mie l’immagine,
senza odore, senza frutto, senza uso,
e piacciono solo un giorno all’occhio;

Non è che Amore in apparenza,
non è che una verde speranza,
che raggi e vive chiarità:
ma questa speranza è troppo vana,
questo piacere non produce che pena,
e i suoi raggi oscurità.

I miei desideri volano senza posa
dalla furia alla finezza,
il mezzo è dei cuori benigni:
si dipinge la Chimera allo stesso modo,
si dà ai suoi due estremi
o i leoni, o i veleni.

Ciò che si digerisce per l’uomo
si fa puzzolente; vedete come
è un animale pericoloso,
che muta il bene nel suo contrario:
poiché ciò che è vano a far bene,
non lo è a far male.

Théodore Agrippa d’Aubigné

Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.

Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-risveglio-theodore-agrippa-d-aubigne/