Felice il viaggiatore che la sua città diletta
rivede rientrare nel porto, ai primi fuochi del giorno!
Che saluta a un tempo il cielo e la patria,
la vita e la felicità, il sole e l’amore!
— Guardate, compagni, una nave s’avanza.
Il mare, che la portò via, la riporta in cadenza,
spumeggiando sotto di lei, come un ardito corsiero,
che, pur impennandosi, sente il suo vecchio cavaliere.
Salve! chiunque tu sia, tu la cui bianca vela
da questo ampio orizzonte accorre palpitando.
Felice, quando ritorni, se il tuo errabondo astro
ti ha fatto amare la riva! felice se t’attendono!
Donde vieni, bella nave? a qual lontana riva,
Leviatano superbo, hai lavato i tuoi fianchi?
Sei ferito, guerriero? Vieni da un lungo viaggio?
È cosa da vedere, quando tutto un equipaggio,
imbarcato giovane, ritorna dai capelli bianchi.
Sei un alveare? vieni dall’India o dal Messico?
La tua chiglia è pesante, o se i venti del nord
t’hanno preso, per tuo riscatto, il peso del tuo tesoro?
Hai sfidato il fulmine e passato il tropico?
Ti sei, per due anni, aggirato sulla morte,
covando con occhio smarrito la tua tremante bussola,
perché un’Europea, una pallida indolente,
possa profumare il suo bagno dei profumi del serraglio
e sciupare nel valzer un monile di corallo?
Come il cuore balza quando la terra natale,
al momento del ritorno, comincia ad avvicinarsi,
e dal vasto Oceano emerge con il suo campanile!
E quale tormento divino in quel breve intervallo,
in cui si sente che arriva e che la si sta per toccare!
O patria! o patria! ineffabile mistero!
Parola sublime e terribile! inconcepibile amore!
L’uomo non è dunque nato che per un angolo di terra,
per costruirvi il suo nido, e per viverci un giorno?
Le Havre, settembre 1855.
Alfred De Musset
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-ritorno-alfred-de-musset/
