Che cosa sono per noi, cuore mio…

Poesi di Arthur Rimbaud Raccolta Ultimi versiEpoca XIX secolo

Che cosa sono per noi, cuore mio, i drappi di sangue
e di brace, e mille delitti, e le lunghe grida
di rabbia, singhiozzi di tutto l’inferno che rovescia
ogni ordine; e l’Aquilone ancor sulle macerie;

E ogni vendetta? Nulla!… – Ma sì, tutta ancora,
la vogliamo! Industriali, principi, senati:
perite! potenza, giustizia, storia: abbasso!
Ci è dovuto. Il sangue! il sangue! la fiamma d’oro!

Tutto alla guerra, alla vendetta, al terrore,
spirito mio! Giriamo nel morso: Ah! passate,
Repubbliche di questo mondo! Imperatori,
reggimenti, coloni, popoli, basta!

Chi muoverebbe i turbini di fuoco furioso,
se non noi e quelli che ci immaginiamo fratelli?
A noi, romantici amici: ci piacerà.
Mai noi lavoreremo, o flutti di fuoco!

Europa, Asia, America, scompaiono.
La nostra marcia vendicatrice ha tutto occupato,
città e campagne! – Saremo schiacciati!
I vulcani salteranno! E l’Oceano colpito…

Oh! amici miei! – Il mio cuore, è certo, sono fratelli:
neri sconosciuti, se andassimo! Andiamo! andiamo!
O sventura! mi sento fremere, la vecchia terra,
su di me sempre più verso di voi! la terra si fonde,

Non è nulla! ci sono! ci sono sempre.

Arthur Rimbaud

Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.

Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-che-cosa-sono-per-noi-cuore-mio-arthur-rimbaud/