I primi azzurri primaverili
Respingono lontano le spume
Dei flutti verdi, a lungo prigionieri
Sotto le nebbie grigie e le brume;
I gabbiani, di nuovo bianchi,
S’intrecciano nel cielo puro;
Le falesie, in linee nette,
Raddrizzano nell’aria il loro grande muro,
Di cui ieri ancora il contorno,
Quasi cancellato dalle nuvole,
Fluttuava confusamente intorno
Alle loro pendici diminuite;
Le dune bionde riappaiono;
E persino il vecchio capo lontano
I nostri occhi sorpresi lo riconoscono,
Ancora scuro e quasi indistinto.
I marinai che lasciano il porto
Volgono un viso più gioioso
Verso le loro donne che, sulla riva,
Gridano auguri di buon viaggio;
E, nei fianchi vitrei dell’onda
Entrando in luminosi fremiti,
Il sole risveglia e feconda
Gli amori oscuri dei pesci.
Auguste Angellier
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poema-primavera-marina-auguste-angellier-2/
