Quando giunge la sera della vita,
la primavera rattrista il cuore:
dalla sua corbeille sbocciata
esala un profumo beffardo.
Di tutti questi fiori che dispiega,
i cui petali l’amore schiude,
e di cui i prati abbagliano l’occhio,
ahimè! basta che se ne colga
quanto basti a profumare con una foglia
il guanciale del letto d’una bara.
Coglietemi quel papavero selvatico
che cresce all’ombra di questi grani:
si dice che ne stilli una bevanda
che chiude gli occhi oppressi.
Ho vegliato troppo; l’anima mia è stanca
di quei sogni che un sogno caccia.
Che mi vuoi, vermiglio primavera?
Lungi da me quei gigli e quelle rose!
Che occorre alle palpebre chiuse?
Il fiore che serba il sonno!
Alphonse de Lamartine
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-i-papaveri-alphonse-de-lamartine/
