Il filosofo e il gufo

Favol di Jean-Pierre Claris de Florian Epoca XVIII secolo

Perseguitato, proscritto, cacciato dal suo asilo,
per aver chiamato le cose col loro nome,
un povero filosofo errava di città in città,
portando con sé tutti i suoi beni, la sua ragione.
Un giorno che meditava sul frutto delle sue veglie,
era in un gran bosco, vede un gufo
circondato da ghiandaie, da cornacchie,
che lo tormentavano gridando:
è un furfante, è un empio,
un nemico della patria;
bisogna spennarlo vivo: sì, sì, spenniamo, spenniamo,
poi lo giudicheremo.
E tutti si avventavano su di lui; la disgraziata bestia,
girando e rigirando la sua grossa testa,
la loro diceva, ma invano, ottime ragioni.
Tocco dalla sua sventura, poiché la filosofia
ci rende più dolci e più umani,
il nostro saggio fa fuggire la schiera nemica,
poi dice al gufo: perché questi assassini
ne volevano alla vostra vita?
Che cosa avete fatto loro? L’uccello gli rispose:
niente affatto; il mio solo crimine è di vederci chiaro la notte.

Florian

Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.

Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/favola-il-filosofo-e-il-gufo-jean-pierre-claris-de-florian/