Il Pascià e il Derviscio

Favol di Jean-Pierre Claris de Florian Epoca XVIII secolo

Un arabo a Marsiglia una volta mi ha raccontato
che un pascià turco nella sua patria
venne a portare un giorno un cofanetto sigillato
al più saggio derviscio che fosse in Arabia.
Questo cofanetto, gli disse, contiene rubini,
diamanti di grandissimo pregio:
è un dono che voglio fare
all’uomo che giudicherai
essere il più folle della terra.
Cerca bene, lo troverai.
Munito del suo cofanetto, il nostro buon solitario
si mette a correre il mondo. Aveva dunque bisogno
di andare lontano?
L’imbarazzo della scelta era il suo grande affare:
di folli sempre più folli venivano da tutte le parti
a presentarsi al suo sguardo.
Il nostro povero depositario
per offrirlo a ciascuno afferrava il cofanetto:
ma un presentimento segreto
gli consigliava di non farne nulla,
lo assicurava che avrebbe trovato di meglio.
Errando così di luogo in luogo,
imbarazzato dal suo messaggio,
infine, dopo un lungo viaggio,
il nostro uomo e il cofanetto arrivano un mattino
nella città di Costantino.
Trova tutto il popolo in festa:
che è dunque successo? Niente, gli dice un imam;
è il nostro gran visir che il sultano invia,
per mezzo di un laccio di seta,
a portare al profeta un firmano.
Il popolo ride sempre di questo genere di cose;
e, poiché sono miserie,
il nostro imperatore spesso gli dà questo piacere.
-spesso? -sì. -è molto bene; il vostro nuovo visir
è già nominato? -senza dubbio: ed eccolo che passa.
Il derviscio, a queste parole, corre, attraversa la piazza,
arriva, e riconosce il pascià suo amico.
Bene! Eccoti! Dice questi:
e il cofanetto? -signore, ho percorso l’Asia;
ho visto folli perfetti, ma senza osare scegliere:
oggi il mio corso è finito;
degnate accettarlo, gran visir.

Florian

Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.

Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/favola-il-pascia-e-il-derviscio-jean-pierre-claris-de-florian/