La neve cade, incessantemente,
Come una lenta e lunga e povera lana,
Fra la mesta e lunga e povera pianura,
Fredda d’amore, calda di odio.
La neve cade, infinitamente,
Come un momento –
Monotono – dentro un momento ;
La neve scende, la neve cade,
Monotona, sui casolari
E i granai e le loro pareti ;
La neve cade e cade
Miriadica, al cimitero, nel cavo delle tombe.
Il grembiule delle cattive stagioni,
Violentemente, lassù, è sciolto ;
Il grembiule dei mali è scosso
A colpi di vento, sui casali degli orizzonti.
Il gelo discende, in fondo alle ossa,
E la miseria, in fondo ai chiusi,
La neve e la miseria, in fondo alle anime ;
La neve pesante e diafana,
In fondo ai focolari freddi e alle anime senza fiamma,
Che appassiscono, nelle capanne.
Ai crocicchi delle strade tortuose,
I villaggi sono soli, come la morte ;
I grandi alberi, cristallizzati di gelo,
Lungo il loro corteo per la neve,
Intrecciano i loro rami di sale.
I vecchi mulini, dove il muschio bianco si accumula,
Appaiono, come trappole,
D’un tratto dritti, su un’altura ;
In basso, i tetti e le grondaie
Nella burrasca, contro vento,
Da Novembre, lottano ;
Mentre infinitamente la neve pesante e piena
Cade, per la mesta e lunga e povera pianura.
Così se ne va la neve in lontananza,
In ogni sentiero, in ogni angolo,
Sempre la neve e il suo sudario,
La neve pallida e infeconda,
In folli stracci vagabondi,
Per traverso l’inverno illimitato mondo.
Emile Verhaeren
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-la-neve-emile-verhaeren/
