La Cicala, avendo cantato
Tutta l’estate,
Si trovò molto sfornita
Quando venne la tramontana:
Né un solo piccolo pezzo
Di mosca o di vermiciattolo.
Andò a gridare fame
Dalla Formica sua vicina,
Pregandola di prestarle
Qualche grano per sopravvivere
Fino alla nuova stagione.
« Vi pagherò, le disse,
Prima d’agosto, fede di animale,
Interessi e capitale. »
La Formica non è prestante:
È il suo minor difetto.
Che facevate al tempo caldo?
Disse a quella prenditrice.
– Notte e giorno a chiunque veniva
Cantavo, non vi dispiaccia.
– Cantavate? Ne sono molto lieta.
Ebbene! danzate adesso.
Jean de La Fontaine
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/favola-la-cicala-e-la-formica-jean-de-la-fontaine/
