Su terreni cinerei, calcinati, senza verde,
Mentre un giorno mi lamentavo con la natura,
E della mia mente, vagando a caso,
Affilavo lentamente sul mio cuore il pugnale,
Vidi in pieno mezzogiorno scendere sul mio capo
Una nube funebre e gonfia di tempesta,
Che portava un branco di demoni viziosi,
Simili a nani crudeli e curiosi.
A considerarmi freddamente si misero,
E, come passanti su un folle che ammirano,
Li udii ridere e bisbigliare tra loro,
Scambiandosi molti segni e molti ammiccamenti:
– “Contempliamo a piacere questa caricatura
E quest’ombra di Amleto che imita la sua posa,
Lo sguardo incerto e i capelli al vento.
Non è gran pietà vedere questo buon vivente,
Questo mendicante, questo istrione in vacanza, questo buffone,
Perché sa recitare artisticamente la sua parte,
Voler interessare al canto dei suoi dolori
Le aquile, i grilli, i ruscelli e i fiori,
E anche a noi, autori di queste vecchie rubriche,
Recitare urlando le sue tirate pubbliche?”
Avrei potuto (il mio orgoglio alto quanto i monti
Domina la nube e il grido dei demoni)
Distogliere semplicemente la mia testa sovrana,
Se non avessi visto tra la loro turba oscena,
Delitto che non ha fatto vacillare il sole!
La regina del mio cuore dallo sguardo impareggiabile,
Che rideva con loro della mia oscura angoscia
E talvolta versava loro qualche sporca carezza.
Charles Baudelaire
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-la-beatrice-charles-baudelaire/
