L’ombra

Poesi di Victor Hugo Raccolta ArrayEpoca XIX secolo

XXXII

Le diceva: — I tuoi canti sono tristi. Che hai?
Angelo inquieto, quali lacrime bagnano i tuoi occhi sì dolci?
Perché, povera anima tenera, chinata e fedele,
Come un giunco che il vento ha piegato con un colpo d’ala,
Chini la tua bella fronte offuscata a tratti?
Devi rallegrarti, perché ecco la primavera,
Aprile, stagione dorata, in cui, tra gli zefiri,
i profumi, i canti, i baci, i sorrisi,
e i leggiadri discorsi che si fanno a mezza voce,
l’amore torna ai cuori come la foglia ai boschi! —
Ella gli rispose con la sua voce grave e dolce:
— Amico, voi siete forte. Sicuro del Dio che vi spinge,
l’occhio fisso a una meta, camminate diritto e fiero,
senza il timore di domani, senza l’affanno di ieri,
e nulla può turbare, per la vostra anima rapita,
la bella visione che vi nasconde la vita.
Ma io piango! — Cupa, legata ai vostri passi,
colpita da tutti quei colpi che voi non sentite,
cuore fatto, meno la speranza, a immagine del vostro,
io soffro in questo mondo e voi cantate nell’altro.
Tutto mi rattrista, avvenire che vedo in controluce,
l’asprezza della ragione che litiga con l’amore,
e l’aspra gelosia quando un’altra donna
vuole trarre dai vostri occhi uno sguardo della vostra anima,
e il destino che ci colpisce e che non è mai stanco.
Più il sole risplende, più io sono ombra, ahimè!
Voi andate, io sono; voi camminate, io tremo,
e mentre, formando insieme mille progetti,

sembrate ignorare, passante robusto e dolce,
tutti gli angoli che il mondo fa intorno a noi,
io mi trascino dietro a voi, povera donna ferita.
Di un corpo rimasto in piedi l’ombra è talvolta spezzata.
Marzo 1839.

Victor Hugo

Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.

Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-lombra-victor-hugo/