Un uomo che si amava senza avere rivali
Passava nella sua mente per il più bello del mondo.
Accusava sempre gli specchi d’essere falsi,
Vivendo più che contento nel suo profondo errore.
Per guarirlo, il destino ufficioso
Presentava ovunque ai suoi occhi
I Consiglieri muti di cui si servono le nostre Dame :
Specchi nelle case, specchi dai Mercanti,
Specchi nelle tasche dei galanti,
Specchi alle cinture delle donne.
Che fa il nostro Narciso? Va a confinarsi
Nei luoghi più nascosti che può immaginare
Non osando più degli specchi provare l’avventura.
Ma un canale, formato da una fonte pura,
Si trova in quei luoghi appartati ;
Egli vi si vede ; si adira ; e i suoi occhi irritati
Pensano di scorgere una chimera vana.
Fa tutto ciò che può per evitare quell’acqua ;
Ma che, il canale è così bello
Che non lo lascia che a malincuore.
Si vede bene dove voglio arrivare.
Parlo a tutti ; e questo errore estremo
È un male che ognuno si compiace di mantenere.
La nostra anima è quell’Uomo innamorato di se stesso ;
Tanti Specchi, sono le sciocchezze altrui,
Specchi, dei nostri difetti i Pittori legittimi ;
E quanto al Canale, è quello
Che ognuno sa, il Libro delle Massime.
Jean de La Fontaine
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/favola-luomo-e-la-sua-immagine-jean-de-la-fontaine/
