Sere

Poesi di Emile Verhaeren Epoca XIX secolo

(II)

Sotto i vetri dell’atrio nitroso che il freddo fora
e trapana e che di mattutine nebbie bagnano di vaio,
una sera, d’un tratto nel gelo, si apre l’inverno,
nel focolare, lustrato di nafta e di fosforo

che brucia: e il carbone appuntito si spuma d’oro
e l’estate postuma nell’oro si rinnova;
smeralda una scodella, inturchina un bicchiere
e moltiplica in amenti d’oro ancora la sua anima.

Attraverso questo fuoco che lo distrugge, la sua gioia
è di far fiorire tra i lampadari, vivere!
e di accendere la sua morte come una festa. In lontananza,

quando tuona l’autunno e il vento disgiunge,
si serrano in nodo i pugni e il ghiaccio graffia…
O questa morte che si tortura e che fiammeggia!

Emile Verhaeren

Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.

Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-sere-emile-verhaeren/