Bozzetto di chiostro (IV)

Poesi di Emile Verhaeren Epoca XIX secolo

Il coro, mentre è scuro e devoto,
E un raccoglimento sulle cose si vela di nebbia,
Conserva ancora nell’aria che l’incenso azzurro profuma
Come un brivido sparso di inni spaziosi.

La gravità dei lunghi versetti sentenziosi
Resta in piedi come un martello su un’incudine,
E l’antifona del giorno, più bianca della spuma,
Muove ancora la sua ala al muro silenzioso.

Li si ode fremere e vibrare nell’anima sua;
È al loro sfiorare che vacilla la fiamma
Davanti al tabernacolo, – e che i santi scolpiti

Serbano, presso i pilastri, le loro pose estatiche,
Come se ascoltassero sempre i grandi cantici
Intorno alla loro preghiera in sordina cantati.

Emile Verhaeren

Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.

Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poema-bozzetto-di-chiostro-iv-emile-verhaeren/