Ai Turchi

Poesi di Fanny De Beauharnais Raccolta Miscugli di poesie fugaci e di prosa senza conseguenzaEpoca XVIII secolo

Signori Turchi, io vi detesto.
Che freddo, che insipido bene,
Abusare d’un potere funesto,
Osare tutto, senza ispirare nulla!
Se dobbiam credervi, una Donna
Nacque per il vostro divertimento,
Ha qualche attrattiva, non ha anima,
E inganna abbastanza ingenuamente.
Voi bestemmiate… il Cielo è saggio;
Esso comunica alla sua immagine
La scintilla del sentimento.
Un bell’occhio lo dipinge e l’annuncia;
Esso è l’interprete degli Dei,
E i suoi sguardi sono la mia risposta.
In noi, è il cuore che pronuncia:
Ma, per un Turco, è troppo degli occhi.
No, nulla è come la nostra Francia.
Qui, si ha della ragione,
Con un granello di stravaganza.
Le Donne vi danno il tono;
E sono esse che si incensano.
Vieni ai nostri piedi, vieni, Sultan.
Impara a godere della vita;
Deponi l’orgoglio del Turbante,
Per i fiocchi della mia Patria.
Possedere, è meno che sentire.
Vieni a prendere, alle ginocchia di Delia,
Qualche lezione del vero piacere.
Che speri tu da questi schiavi,
Di cui tu catturi i begli anni;
Che non trovano, nei loro ceppi,
Che oppressori per amanti?
Va; dona loro la chiave dei campi.
Fai infine amare la tua altezza;
E vedrai, in poco tempo,
Che la libertà che ci si lascia,
Sviluppando i sentimenti,
Non nuoce mai alla saggezza.
Firmato da noi, gravi Dottori
Pensando sotto cuffie di fiori,
E dettando leggi all’Asia,
La sera dopo la Commedia.

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Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.

Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-ai-turchi-fanny-de-beauharnais/