Agli uomini

Poesi di Fanny De Beauharnais Raccolta Miscugli di poesie fugaci e di prosa senza conseguenzaEpoca XVIII secolo

Fiero d’una falsa libertà
Sesso, che vi credete il padrone,
Siate almeno degno di esserlo.
Giustificate il vostro orgoglio;
E poi sarà affar nostro,
Quando l’avrete ben meritato,
Superarvi per piacervi.
Perdonatemi questa candore,
Che può sembrarvi un oltraggio,
Ma che conviene al mio umore.
Viva, indipendente e volubile,
La mia penna obbedisce al mio cuore.
Dissertare è il vostro retaggio:
È molto nobile davvero;
Il nostro è il divertimento,
Che, provando di meno, vale di più
Al vostro più grave argomento,
Noi rispondiamo giocando,
Con una parola di scherno.
Il nostro frivolo Areopago:
Dà leggi ai vostri Eroi,
E noi nascondiamo i vostri cupi uffici,
Sotto i pon-pon del motteggio.
Voi combattete molto meglio di noi;
Sapete maneggiare le armi:
Una grande sciabola per voi ha incanti
In voi la forza aiuta l’ira.
Sì, Signori, oserò dirlo,
Da lungo tempo si sa questo;
È da essa che viene il vostro impero;
Il nostro, è vero, non è lì.
Il cielo anche ci compensa.
Se la forza manca ai nostri voti,
Nei nostri cuori mette il coraggio;
Quanto sono atroci le nostre battaglie!
In quelle pianure, che Marte devasta,
Le vostre sono meno dolorose;
E il nemico che dovete temere,
Non sapendo né piacere né fingere,
Meno caro, è ben meno pericoloso.
Dovete divorare lacrime,
Resistere al vostro vincitore?
Senza vergogna, rendete le armi.
Ma, sotto una finta dolcezza,
Quando Amore ferisce il nostro cuore;
Troppo sincere per non credere,
Piangendo la pena o la felicità,
E la sconfitta e la vittoria,
E il trionfo dell’onore,
O la perdita della nostra gloria,
Troviamo ovunque la sventura.
Sapete vincere la Natura?
Conoscete tutti quei tormenti,
Voi, schiavi delle vostre inclinazioni,
Voi, che l’impunità rassicura?
Ho torto, vi condanno invano
Tutti i miei rimproveri sono crimini:
Non avete forse il vostro latino,
Che vi rende esseri sublimi?
Sì, Signori; il Sesso chiacchierone
Deve tutto al Sesso ragionatore.
Troppo felici, sono sincera,
Che dei semidei, come voi
Degnino discendere fino a noi,
E umanizzarsi, per piacerci.
Dei Filosofi, dei Pensatori,
Dei Geometri, dei Dottori,
I cui discorsi sono ammirevoli,
E gli scritti inspiegabili,
Occuparsi di graziosi bambini!
Perderne talvolta il senno!
Intorno a noi giocare senza sosta
Abbassarsi alla nostra debolezza…
Tale è però il nostro potere.
Che la Natura formi un saggio,
E se il saggio viene a vederci,
Riconosce essa la sua opera?
Infine, tutto adora i nostri ferri;
Tutto segue l’istinto che ci guida:
Con le nostre grazie, con i nostri difetti,
Se si vuole, con la nostra vertigine,
Incateniamo questo universo.
Gli proviamo, grazie al prestigio,
Che abbozzandovi prima di noi,
Il Cielo, geloso del nostro onore,
Per la fine serbò il suo prodigio,
E che la mano del Creatore
Cominciò presto con lo stelo,
Per dedicare le sue cure al fiore.

fanny-de-beauharnais

Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.

Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-agli-uomini-fanny-de-beauharnais/