A Julie

Poesi di Alfred De Musset Raccolta Prime poesieTemi AmoreEpoca XIX secolo

Mi si chiede, per le strade,
perché vado a bocca aperta,
fumando il sigaro al sole,
in che si consuma la mia giovinezza,
e da tre anni di pigrizia
che cosa han fatto le mie notti insonni.

Dammi le tue labbra, Julie;
le notti folli che t’hanno impallidita
han seccato il loro corallo lucente.
Profumale col tuo alito;
dammele, mia Africana,
le tue belle labbra di sangue puro.

Il mio stampatore grida a squarciagola
che la sua macchina è sempre pronta,
e che la mia non ne può più.
Oneste persone, che un club ammira,
non hanno sdegnato di predire
che non ne tornerò mai più.

Julie, hai del vino di Spagna?
Ieri battevamo la campagna;
va’ dunque a vedere se ne resta ancora.
La tua bocca è bruciante, Julie;
inventiamo dunque qualche follia
che ci perda l’anima e il corpo.

Si dice che la mia morva mi rientra,
che non ho più nulla nel ventre,
che sono vuoto da far paura;
credo, se ne valessi la pena,
che mi manderebbero a Sant’Elena,
con un cancro nel cuore.

Orsù, Julie, bisogna aspettarti
di vedermi un giorno in cenere,
come Ercole sul suo scoglio.
Poiché è per te che io spiro,
apri la tua veste, Deianira,
ch’io salga sul mio rogo.

Alfred De Musset

Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.

Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-a-julie-alfred-de-musset/