La conosci, Dafne, questa vecchia romanza
Ai piedi del sicomoro… o sotto i gelsi bianchi,
Sotto l’olivo dolente, o i salici tremanti,
Questa canzone d’amore, che sempre ricomincia?
Riconosci il Tempio dal peristilio immenso,
E i limoni amari dove s’imprimevano i tuoi denti,
E la grotta fatale agli ospiti imprudenti
Dove del serpente vinto dorme l’antico seme?
Sai perché, laggiù, il vulcano s’è riaperto?
È che un giorno l’avevamo toccato con piede agile,
E della sua polvere in lontananza l’orizzonte s’è coperto!
Da quando un Duca Normanno infranse i vostri dèi d’argilla,
Sempre sotto la palma del sepolcro di Virgilio
Il pallido ortensia s’unisce all’alloro verde.
Gérard de Nerval
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-a-j-y-colonna-gerard-de-nerval/
