Sorte iniqua e crudele! il triste contadino
che si è stremato* il dosso a seguire il suo aratro,
che senza rimpianto seminando il minuto seme
dilapidò del suo tempo l’inutile sudore,
poiché un inverno troppo lungo soffocò la sua fatica,
rubandogli il cielo con lo spessore di una nube,
mille corvi predoni saccheggiano alla sua vista
il solco mezzo marcio, mezzo secco, mezzo morto.
Un’estate piovosa, un autunno di ghiaccio
fanno i fiori e i frutti giacere sull’umido suolo.
Ah! servigi perduti! Ah! voi, promesse vane!
Ah! speranza abortita, inutili sudori!
Ah! il mio tempo consumato in gelo e in pianti.
Salario del mio sangue, e compenso delle mie pene!
(*) stremato
Théodore Agrippa d’Aubigné
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-sorte-iniqua-e-crudele-il-triste-contadino-theodore-agrippa-d-aubigne/
