Elegia
Per il mio amore e la mia costanza,
avevo creduto di piegare il tuo rigore,
e il soffio della speranza
era penetrato nel mio cuore;
ma il tempo, che invano protraggo,
mi ha rivelato la verità,
la speranza è fuggita come un sogno…
E solo il mio amore mi è rimasto!
È rimasto come un abisso
tra la mia vita e la felicità,
come un male di cui sono vittima,
come un peso gettato sul mio cuore!
Per fuggire la trappola in cui soccombo,
i miei sforzi sarebbero superflui;
poiché l’uomo ha il piede nella tomba,
quando la speranza non lo sostiene più.
Amavo risvegliare la lira,
e spesso, pieno di dolci trasporti,
osavo, commosso dal delirio,
trarne teneri accordi.
Quante volte, versando lacrime,
ho cantato i tuoi divini tratti!
I miei accenti erano pieni di incanti,
poiché eri tu che li ispiravi.
Quel tempo non è più, e il delirio
non viene più ad animare la mia voce;
non trovo più sulla mia lira
i suoni che aveva un tempo.
Nel dolore che mi divora,
vedo i miei bei giorni volare via;
se il mio occhio ancora scintilla,
è perché una lacrima sta per cadere!
Spezziamo la coppa della vita;
il suo liquore non è che veleno;
piaceva alla mia follia,
ma inebriava la mia ragione.
Troppo a lungo innamorato di un vano sogno,
Gloria! amore! voi aveste il mio cuore:
O Gloria! tu non sei che una menzogna;
Amore! tu non sei la felicità!
Gérard de Nerval
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-pensiero-di-byron-gerard-de-nerval/
