A Lord Byron
Tu, il cui vero nome il mondo ancora ignora,
Spirito misterioso, mortale, angelo o demone,
Chiunque tu sia, Byron, buono o fatal genio,
Amo dei tuoi canti la selvaggia armonia,
Come amo il fragore del fulmine e dei venti
Che nella tempesta si mescolano alla voce dei torrenti!
La notte è il tuo soggiorno, l’orrore è il tuo dominio:
L’aquila, re dei deserti, disdegna così la pianura
Non vuole, come te, che rocce scoscese
Che l’inverno ha imbiancato, che il fulmine ha colpito;
Rive coperte dai relitti del naufragio,
O campi tutti anneriti dai resti del massacro.
Alphonse de Lamartine
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-luomo-alphonse-de-lamartine/
