La Grand’Place

Poesi di Emile Verhaeren Epoca XIX secolo

I negozi della Grand’Place
Misero il loro lutto e il loro passato,
E l’oro del loro frontone usurato,
Nelle fogne che li avvinghiano.

Una bandiera pende come uno straccio,
Sul frontone rosso della Banca;
L’ora è vecchiotta: manca un dente
Alla dentiera del carillon.

La pioggia, a cadere lì, si annoia,
Ogni suono di campana vi sembra un rintocco a morto,
Ogni movimento vi sembra stanco,
L’ora che viene vale l’ora fuggita.

La facciata del medico
Guarda quella del notaio,
Ecco il portico autoritario
Del collegio diocesano.

I tenebrosi spioncini delle porte
Si sorvegliano di lontano in lontano;
L’alto campanile sembra un testimone
Di tante cose che sono morte.

I muri sono pieni di ricordi,
Rotti o morsi dalle ruggini
E l’abitudine vi si rinserra
Contro l’assalto degli avvenire.

Tutto vi perdura nel suo benessere.
Si vive lontani da ogni rumore vivente,
A guardare passare il vento
E la polvere alla finestra.

Le serve vi fanno camminare
Il rocchetto grigio delle esistenze,
E plasmano, con le loro sentenze,
Una saggezza a buon mercato.

Gli scabini sono sicuri e vegliano;
Il crimine ha i suoi due pugni legati.
Si mette l’ordine sotto il guanciale,
E ci si addormenta sulle proprie orecchie.

Emile Verhaeren

Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.

Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-la-grandplace-emile-verhaeren/