Come nella primavera dell’altro anno,
Nel mese dei fiori, dopo i freddi,
In qualche bella mattinata,
Andremo ancora nei boschi.
Vi vedremo le stesse cose,
Lo stesso glorioso risveglio,
E le stesse metamorfosi
Di tutto ciò che vive al sole.
Vi vedremo i grandi scheletri
Degli alberi grigi, risuscitare,
E gli occhi chiusi delle viole
Alla luce palpitare.
Sotto il chiaro fogliame verde tenero,
Le tortore dei cespugli,
Quel giorno, ci faranno udire
I loro lenti e molli canti.
Insieme andremo ancora
A cogliere nei prati, al mattino,
Di quei mazzi color d’aurora
Che profumano di rosa e di timo.
Vi berremo l’odore sottile,
I capziosi aromi biondi
Che, nell’aria tiepida e pura, distilla
La flora calda delle valli.
Radiosi, scuotendo la brina
E le brine dell’anno scorso,
Le nostre care speranze potranno rivivere
Al buon vecchio sole primaverile.
In attesa che tutto rinascerà,
Che tutto ami e riviva un giorno,
Lascia i nostri sogni, o giovinezza,
Volare verso i tuoi boschi d’amore !
Cara idillio, le tue primule
Sbocciano in ogni stagione ;
Esse sfidano i freddi severi
E perforano la neve in abbondanza.
Eterno rinnovamento, le tue linfe
Salgono anche ai cuori raffreddati,
E i tuoi capziosi fiori brevi
Ci inebriano come ai tempi andati.
Oh ! sì, coglieremo ancora,
Freschi come l’altra mattina,
Quei bei mazzi color d’aurora
Che profumano di rosa e di timo.
Charles-Nérée Beauchemin
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-fiori-daurora-charles-neree-beauchemin/
