Canto d’amore (V)

Poesi di Alphonse De Lamartine Raccolta Nuove meditazioni poeticheEpoca XIX secolo

Vieni, cerchiamo quest’ombra propizia
fino all’ora in cui da questo soggiorno
i fiori chiuderanno il loro calice
ai languidi sguardi del giorno.
Ecco il tuo cielo, o mia stella!
Solleva, oh! solleva questo velo,
illumina la notte di questi luoghi;
parla, canta, sogna, sospira,
purché il mio sguardo attragga
uno sguardo errante dei tuoi occhi.

Lascia che io sparga di rose
la tenera erba dove ti siedi,
e presso il letto dove riposi
lascia che io mi sieda ai tuoi piedi.
Felice l’erba che tu calpesti,
e il bocciolo di cui distendi
sotto le tue dita i freschi colori!
Felici queste coppe vermiglie
che le tue labbra premono, simili
ai calabroni che succhiano i fiori!

Se l’onda dei gigli che tu cogli
trascina i calici appassiti,
se dai gambi che la tua bocca sfoglia
il vento mi porta un frammento,
se la tua bocca che si dischiude
viene, ondulando sulla mia guancia,
a sfiorare l’orlo del mio labbro;
se il tuo respiro leggero risuona,
sento sulla mia fronte che rabbrividisce
passare le ali della morte.

Ricordati dell’ora benedetta
in cui gli dèi, con mano tenera,
ti sparsero sulla mia vita
come l’ombra sul cammino.
Da quell’ora fortunata,
la mia vita alla tua vita incatenata,
che scorre come un solo giorno,
è una coppa sempre piena,
dove le mie labbra a lungo respiro
attingono l’innocenza e l’amore.

Ah! quando la mia fronte che s’inchina
carica di una dolce languidezza,
si addormenta cullata sul tuo petto
dal movimento del tuo cuore…

Alphonse de Lamartine

Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.

Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-canto-damore-v-alphonse-de-lamartine/