Canto d’amore (III)

Poesi di Alphonse De Lamartine Raccolta Nuove meditazioni poeticheEpoca XIX secolo

Perché sotto i tuoi capelli mi nascondi il volto?
Lascia che le mie dita gelose scostino questa nube:
arrossisci d’essere bella, o incanto dei miei occhi?
L’aurora, come te, si ombreggia delle sue rose.
Pudore! vergogna celeste! istinto misterioso,
ciò che più brilla maggiormente si vela;
come se la bellezza, questa divina immagine,
fosse fatta soltanto per i cieli!

I tuoi occhi sono due sorgenti vive
dove viene a specchiarsi un cielo puro,
quando i rami delle loro rive
ne scoprono l’azzurro.
In questo specchio riflesse,
ciascuno dei tuoi pensieri
vi getta passando il suo lampo,
come si vede sull’acqua limpida
tremolare la rapida immagine
dei cigni che fendono l’aria!

La tua fronte, che il tuo velo ombreggia
e scopre a vicenda,
è una notte senza nuvole
pronta a ricevere il giorno;
la tua bocca, che sta per sorridere,
è l’onda che si ritira
al soffio errante dello zefiro,
e su quelle rive che abbandona,
lascia allo sguardo che invita
contare le perle d’Ofir!

Il tuo collo, chinato sulla spalla,
cade sotto il suo dolce peso,
come i rami del salice
sotto il peso di un passero;
il tuo seno, che l’occhio a malapena vede
sollevare a ogni respiro
il peso leggero del tuo cuore,
è come due tortorelle
che fanno palpitare le loro ali
nella mano dell’uccellatore.

Le tue due mani sono due corbeille
che lasciano passare il giorno;
le tue dita di rose vermiglie
ne incoronano il contorno.
Sull’erba che l’abbraccia
il tuo piede si posa, e la grazia,
come un divino strumento,
ai suoni uguali di una lira
sembra accordare e guidare
il tuo più leggero movimento.

Alphonse de Lamartine

Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.

Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-canto-damore-iii-alphonse-de-lamartine/