Monaci giunti a noi da orizzonti gotici,
ma la cui anima, il cui spirito muore del domani,
che relegati l’amore nei vostri giardini mistici
per purificarlo da ogni orgoglio umano,
saldi, avanzate per le strade degli uomini,
gli occhi allucinati dai fuochi dell’inferno,
dai tempi lontani fino al giorno in cui siamo,
nelle età d’argento e nei secoli di ferro,
sempre con lo stesso passo sacerdotale e ampio.
Soli sopravvivete grandi al mondo cristiano morto,
soli senza piegare la schiena ne portate il peso
come un regale cadavere in fondo a una bara d’oro.
Monaci – oh! i cercatori di chimere sublimi
i vostri gridi d’eternità attraversano i sepolcri,
il vostro spirito è ossessionato dal bagliore delle cime,
siete i portatori di croci e di fiaccole
attorno all’ideale divino che si sotterra.
Oh! i monaci vinti, alteri, silenziosi,
oh! i giganti in piedi sui rumori della terra,
che ascoltate solo il rumore che fanno i cieli
Monaci cresciuti tra l’esilio e le sconfitte,
monaci cacciati, ma i cui vestimenti vermigli
illuminano la notte del mondo, e le cui teste
passano nel chiarore dei supremi soli,
noi vi magnifichiamo, noi poeti calmi.
E poiché nulla di fiero è oggi vincitore,
poiché si sono abbattute verso il fango le palme,
monaci, grandi isolati di pensiero e di cuore,
prima che l’ultima anima sia uccisa,
i miei versi vi costruiranno mistici altari
sotto il velum errante di una casta nube,
affinché un giorno quest’anima dai desideri eterni,
pensosa e sola e triste in fondo alla notte biancastra,
dalla vostra gloria spenta accenda ancora il fuoco,
e pensi a voi ancora quando l’ultima bestemmia
come una spada immensa avrà trafitto Dio!
Emile Verhaeren
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-ai-monaci-emile-verhaeren/
