A lunghi fili di sangue questo lamentevole corpo
Trae dal luogo che fugge il legame della sua anima,
E separato dal cuore che ha lasciato fuori,
Dentro i forti legami e nelle mani della sua dama,
Egli fugge dalla sua vita e cerca mille morti.
Più i rossi destini strappano lontano dal cuore
Il mio stomaco saccheggiato, io spargo le mie viscere
Per il cammino segnato dalla mia dolore.
La bellezza di Diana come tenaglie
Tirano l’uno da un lato, l’altro segue la sventura.
Chi mi vorrà trovare devii sui miei passi,
Per i cespugli arrossati, il mio corpo di luogo in luogo,
Come un cacciatore che abbassa la testa verso il basso
Segue il cinghiale ferito facilmente alla traccia,
E lo insegue a vista fino al luogo del trapasso.
Diana, chi mi vorrà inseguire morendo,
Si ascoltino le rocce risuonare le mie querelle,
Si segua per i miei passi un torrente di lacrime,
Tanto che si trovi seccato dalle mie pene crudeli
Uno scrigno, il tuo ritratto, e nulla per il resto.
I campi sono abbeverati dopo di me di dolori,
L’affanno, il raffreddore, e i tristi pensieri
Rinascono dal mio sangue e vivono delle mie lacrime,
E dal cielo le rigidezze contro di me adirate
Fanno servire i miei sospiri a ventilare i suoi fiori.
Una benda di furore spessa preme i miei occhi
Che non discernono più il pericolo né la via,
Ma vanno atterrendo con il loro sguardo i luoghi
Dove si trama la mia morte, e la mia presenza atterrisce
Ciò che abbracciano la terra e la volta dei cieli. […]
Théodore Agrippa d’Aubigné
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-a-lunghi-fili-di-sangue-questo-lamentevole-corpo-theodore-agrippa-d-aubigne/
