Fiore fatale

Poesi di Emile Verhaeren Epoca XIX secolo

L’assurdità cresce come un fiore fatale
Nel terriccio dei sensi, dei cuori e dei cervelli;
Invano tuonano, laggiù, i prodigi nuovi;
Noi restiamo a marcire nella ragione natale.

Voglio camminare verso la follia e i suoi soli,
I suoi bianchi soli di luna nel gran mezzogiorno, bizzarri,
E i suoi echi lontani, morsi di frastuoni
E di abbaiamenti e pieni di cani vermigli.

Isole in fiore, su un lago di neve; nuvola
Dove nidificano uccelli sotto le piume del vento;
Grotte di sera, con un rospo d’oro davanti,
Che non si muove e mangia un angolo del paesaggio.

Becchi di aironi, enormemente aperti per nulla,
Mosca, in un raggio, che si agita, immobile
L’incoscienza dolce e il tic-tac debole
Della tranquilla morte dei folli, la sento bene!

Emile Verhaeren

Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.

Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poema-fiore-fatale-emile-verhaeren/