Un asinaio, con lo scettro in mano,
menava, come un imperatore romano,
due corsieri dalle lunghe orecchie.
L’uno, carico di spugne, andava come un corriere;
e l’altro, facendosi pregare,
portava, come si suol dire, le bottiglie:
il suo carico era di sale. I nostri gagliardi pellegrini,
per monti, per valli e per sentieri,
al guado di un fiume alla fine arrivarono,
e in grande impaccio si trovarono.
L’asinaio, che ogni giorno attraversava quel guado,
sull’asino dalle spugne montò,
spingendo davanti a sé l’altra bestia,
che, volendo fare di testa sua,
in un buco si precipitò,
tornò sull’acqua, poi si liberò;
poiché in capo a qualche bracciata,
tutto il suo sale si sciolse così bene
che il somarello non sentiva più nulla
sulle spalle alleggerite.
Il compagno spugnaio prese esempio da lui,
come un montone che va sulla fede altrui.
Ecco il mio asino nell’acqua; fino al collo si tuffa,
egli, il conduttore e la spugna.
Tutti e tre bevvero altrettanto: l’asinaio e il grigione
fecero ragione alla spugna.
Questa divenne così pesante,
e di tanta acqua si riempì subito,
che l’asino, soccombendo, non poté guadagnare la riva.
L’asinaio lo abbracciava, nell’attesa
di una pronta e certa morte.
Qualcuno venne in soccorso: chi fosse, non importa;
basta che si sia visto da ciò che non bisogna
agire ciascuno allo stesso modo.
Volevo arrivare a questo punto.
Jean de La Fontaine
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/favola-lasino-carico-di-spugne-e-lasino-carico-di-sale-jean-de-la-fontaine/
