Si è troppo severi con i cortigiani ;
da tutti si grida che allo stato inutili
per il loro solo interesse si mostrano abili :
sono discorsi di maldicenti.
Ho letto, non so dove, che anticamente in Siria
fu un cortigiano che salvò la sua patria.
Ecco come : nel paese
la peste era stata portata,
e non doveva cessare se non quando il dio Proteo
ne avesse detto il suo parere.
Questo dio, come si sa, non è facile a trattare :
per farlo parlare bisogna seguirlo a lungo,
spiarlo presso il suo antro,
coglierlo di sorpresa, e poi legarlo,
nonostante la figura spaventosa
che prende e lascia a volontà.
Un certo vecchio cortigiano, dal re delegato,
davanti al dio marino all’improvviso si presenta.
Questi, sorpreso, irritato,
si muta in nero serpente ; la sua gola avvelenata
lancia e ritira un dardo messaggero di morte,
mentre, nel suo strisciare obliquo e tortuoso,
scivola su se stesso e con una piega fa un passo.
Il cortigiano sorride : conosco questa andatura,
dice, e meglio di te so mordere e strisciare.
Corre allora per afferrarlo :
ma il dio cambia figura ;
diventa a turno lupo, scimmia, lince, volpe.
Vuoi vincermi nella mia arte,
diceva il cortigiano : ma, fin dalla mia infanzia,
più di questi animali avido, abile, astuto,
ognuno di quei trucchi per me è ormai consumato.
Cambiare abito, costumi, persino coscienza ;
non vedo nulla di difficile in ciò.
Allora afferra il dio, lo lega,
gli strappa l’oracolo, e torna vincitore.
Questo episodio ci prova, amico lettore,
quanto un cortigiano possa servire la patria.
Florian
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/favola-il-cortigiano-e-il-dio-proteo-jean-pierre-claris-de-florian/
