Incontro

Poesi di Victor Hugo Raccolta ArrayEpoca XIX secolo

XXXI

Dopo aver dato la sua elemosina al più piccolo,
pensoso, si fermò per guardarli. — Un lungo digiuno
aveva fatto dimagrire le loro guance, aveva appassito la loro fronte.
Tutti e quattro si erano seduti in cerchio a terra,
poi, essendosi divisi, come farebbero degli angeli,
un pezzo di pane nero raccolto nel nostro fango,
mangiavano; ma con un’aria così tetra e così affranta
che, vedendoli così, ogni donna avrebbe pianto.
Ecco, erano perduti sulla terra dove siamo noi,
e soli, quattro bambini, nella folla degli uomini!
— Sì, senza padre né madre! E neppure un granaio.
Nessun riparo. Tutti a piedi nudi; tranne l’ultimo
che trascinava, povero amore, sotto il piede che vacilla,
vecchie scarpe troppo grandi legate con uno spago.
Nei fossati, la notte, dormono assai spesso.
Perciò, come hanno freddo, al mattino, in pieno vento,
quando l’albero, rabbrividendo al grido dell’allodola,
drizza su un cielo chiaro la sua nera silhouette!
Le loro mani rosse erano rosee quando Dio le fece.
La domenica, nel villaggio, cercando un vile guadagno,
errano. Il piccolo, sotto il suo pallore malsano,
canta, senza comprenderla, una canzone oscena,
per far ridere — ahimè! lui che piange in segreto! —
qualche immondo vecchio sulla soglia di una bettola;
così che, talvolta, dal tugurio che si rallegra
cade sulla loro fame cupa una abietta moneta,
elemosina dell’inferno che getta il peccato,
soldo orribile sul quale il demonio ha sputato!
Per il momento, mangiavano dietro un cespuglio,
nascosti, e più tremanti del cerbiatto che trasale,
poiché spesso li si batte, li si caccia sempre!
Così, innocenti condannati, tutti i giorni
essi passano affamati, sotto i miei muri, sotto i vostri,
e vanno a caso, il maggiore guidando gli altri.

Allora, colui che sognava, guardò in alto.
E il suo occhio non vide nulla se non l’etere calmo e caldo,
il sole benevolo, l’aria piena di ali dorate,
e la serenità delle volte azzurre,
e la felicità, le grida, le risa trionfanti
che dagli uccelli del cielo cadevano su questi bambini.
3 aprile 1837.

Victor Hugo

Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.

Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-incontro-victor-hugo/