A volte, mi sento preso d’orrore per questa terra;
Il mio verso sembra la bocca aperta di un cratere;
Ho il feroce sgomento
Che dà l’uragano mostruoso al grande albero;
Il mio cuore prende fuoco; sento tutto ciò che ho di marmo
Diventare lava in me;
Come! nulla di vero! lo scriba ha per appoggio il soldato;
Tutte le vesti, giudice e vergine, donna e prete,
Mentono o mentiranno;
Il dogma beve sangue, l’altare benedice il crimine;
Tutte le verità, gruppo triste e sublime,
Hanno il rossore in fronte;
Il sinistro bagliore dei re è sulle nostre teste;
Il tempio è pieno d’inferno; la luce delle nostre feste
Oscura il cielo azzurro;
L’anima ha l’inclinazione d’una nave che affonda;
E le religioni, a tentoni, hanno nell’ombra
Preso il demonio per Dio!
Oh! chi mi darà parole terribili?
Oh! straccerò queste carte e queste bibbie,
Questi codici, questi corani!
Lancerò il grido profondo delle catastrofi;
E vi afferrerò, sofisti, nelle mie strofe,
Nelle mie unghie, tiranni.
Così, fremendo, pallido, indignato, io ribollo;
Non si sa quale sciame d’aquile nere turbina
Nel mio cielo infiammato;
Lutto! guerra! un’eumenide nella mia anima è sbocciata!
Come! il male è dappertutto! Guardo una rosa
E sono placato.
Victor Hugo
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-a-volte-mi-sento-preso-da-orrore-victor-hugo/
