In versi immortali che certo voi sapete,
Dante, accogliendo da un principe e il tetto e il sostegno,
dei dolori dell’esilio abbeverato goccia a goccia,
ci ha mostrato il suo cuore tutto pieno di un cupo tedio;
e quanto è amaro, per chi lo assapora,
il pane dello straniero, e quanto costa
salire e scendere per la scala d’altrui…
Io, che non lo valgo, ho trovato di meglio di lui.
Qui, nonostante questi versi di funebre presagio,
ho trovato buono il pane, e migliore il volto,
e l’opulenta agiatezza e i piaceri consentiti.
È che Dante, smarrito in sfere troppo alte,
aveva un protettore, e io ho degli ospiti;
è che egli aveva un padrone e io ho degli amici.
Arvers Félix
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-ospitalita-arvers-felix/
