Ingannato dagli inganni d’Amore
Un giorno passeggiavo
Davanti all’uscio della mia crudele,
E tanto respinto ero,
Che giurando promettevo
Di fuggire da casa sua.
Basta essere stato
Nove o dieci anni fermato
Nei lacci d’Amore, dicevo,
Bisogna districarmene,
O del tutto spezzarli
Affinché libero io sia.
E per farlo, presi
Un pugnale, che misi
Ben dentro nel laccio:
E il suo nodo avrei spezzato
Se allora non avessi scorto
Davanti all’uscio una Dea.
Ma appena che ebbi
Il suo dorso fornito d’ali visto,
La sua veste e il suo portamento,
E il suo gonnellino rialzato,
Subito pensai
Che era dama Speranza.
Mi avvicino, ella mi prese
Per mano, poi mi disse:
SPERANZA
Dove vai povero poeta?
Avrai con il tempo
Tutto il bene che pretendi,
E più di quanto tu non desideri.
La tua padrona aveva ragione
Di tenere qualche stagione
Rigore alla tua lunga pena
Ella lo faceva apposta,
Per meglio sondare poi
Il tuo cuore, e la tua fede certa.
Ma ora che ella sa bene
Per sicura prova quanto
La tua penosa amicizia duri;
Da sé stessa ti pregherà,
E benigna, guarirà
Il male che il tuo cuore soffre.
Allora io le risposi:
RONSARD
E che è che tu mi dici?
Vuoi tu riabbusare la mia vita
Dopo vedermi scampato
Da colei che mi ha ingannato,
Vuoi tu che io mi ci rifidi?
Dieci anni sono che la seguo
E che per lei sono
Come una persona morta
Ma invece di piegare
Il suo orgoglio, per tutto compenso
Io indugio ancora alla sua porta.
No no, è meglio morire
Tutto d’un colpo, che perire
In languore per tanti anni:
Ora voglio con la mia mano
Uccidermi, per vedere subito
Tutti i miei dolori finiti.
LA SPERANZA
Ah, che ti farebbe bene vedere
Di cadere in disperazione,
Quando la Speranza ti guida!
Lascia lascia il tuo affanno,
Lascia il tuo pugnale e seguimi
Lassù chez la tua omicida.
Dicendo queste parole io seguii
I suoi passi, tanto che mi vidi
Nella camera di Cassandre:
LA SPERANZA PARLA A CASSANDRE
Tieni, disse la Speranza, tieni
Proprio apposta qui io vengo
Per il tuo fuggitivo renderti.
Egli ti ha servito lungamente,
È ragione che dolcemente
Le sue angosce tu gli tolga:
Bisogna che tu lo tratti bene,
Temendo quel grande Giove,
Poiché egli è uno dei tuoi ospiti.
A quel punto ella se ne volò,
E tutto solo mi lasciò là
Dentro la tua camera, amica mia.
RONSARD PARLA A CASSANDRE
Là, dunque per amicizia,
Là, Cassandre, prendi pietà
Del tuo ospite che ti prega.
Se io ho qualche male presso di te,
Giove il giusto Re
Ti scaglierà la sua tempesta:
Poiché egli custodisce coloro che sono
Ospiti, e coloro che fanno
In miseria una richiesta.
Pierre de Ronsard
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-ode-in-dialogo-la-speranza-e-ronsard-pierre-de-ronsard/
